Quando parliamo di Berlino, la memoria dei più maturi va di sicuro al Muro che per 30 anni l’ha divisa in due.
L’abbattimento del Muro, è ricordato dai tedeschi con il termine Die Wende, espressione che significa più o meno “cambiamento importante”, “punto di svolta”.
Da allora Berlino è cambiata; per la parte est che aveva vissuto sotto il grigiore perenne della dittatura sovietica; come per la parte ovest, quella ricca, che ha saputo farsi carico di un’esperienza unica nella storia del mondo: la riunione, dopo 30 anni, di una città divisa in due. Berlino lo ha fatto senza grossi problemi, riconoscendo che era un gesto da fare, senza il quale non sarebbe mai tornata ad essere una città nel senso lato della parola.
Il primo giorno del vostro viaggio a Berlino lo userai soprattutto per capire come funziona la metro (U-Bahn e S-Bahn) e a ti chiederai il perchè della decisione di posizionare i monumenti più importanti così distanti uno dall’altro, costringendo, in questo modo, i turisti a fare avanti e indietro, salire e scendere dai treni.
Scoprirai Berlino insieme ai tedeschi che vanno al lavoro o a fare la spesa. Ti accorgerai che non sono così grigi come qualcuno li descrive; sono precisi, questo è vero.

La storia passata e recente di Berlino è evidente nei musei così come nelle nuove costruzioni. E’ il caso dei tesori conservati nei musei, come l’altare di Pergamon, la Porta di Babilonia esposti al Pergamon Museum e il busto di Nefertiti esposto al Museo Egizio.
Il presente più recente a volte rivela una fretta di cancellare un passato doloroso; soprattutto nella parte est della città, i cambiamenti hanno cancellato molto della vecchia Berlino comunista, anche le cose buone.
Se passate da Berlino non potete non visitare Postdamer Platz, a metà strada tra la Berlino occidentale e quella sovietica. Oggi è un quartiere ultramoderno ma per niente bello, costituito per la maggior parte da grattacieli. Ti consiglio di fare una visita al Museo del muro al Checkpoint Charlie, il posto di blocco dove Berlino si divideva.
Serve per ricordare quello che è stato e che per fortuna non tornerà più.